Indie Mock

Una delle eredità di cui dobbiamo essere grati agli anni ’80 è la creazione, e poi diffusione (anche se un po’ più tardiva), dell’ Indie rock , ovvero un nuovo modo di concepire la produzione e la diffusione della musica che diventa, per l’appunto, indipendente.
Da qualche anno, anche in Italia, si è diffusa la “mania” dei performer per così dire alternativi. Il problema, però, è che  nell’intento di voler creare testi ribbeelli (cit) finiscono per creare una vera  e propria brodaglia di nonsense, alcuni testi risultano alquanto esilaranti.

Basandomi su una classifica dei 10 migliori cantanti Indie italiani, ho selezionato alcuni stralci di testo:

LevanteLe lacrime non macchiano

Ora dietro a fili d’erba con la faccia scoperta
i doni della vita non finiscono mai
Ora dietro a fili d’erba con il cuore per terra
Felici che la vita si sia accorta di noi

Eh povera Levante (sua sorella si chiamerà Ponente?) con la faccia scoperta dietro ai  fili d’erba che scopre i doni della vita. Voi ci capite qualcosa? Nemmeno io.

Passiamo a Calcutta (senza Madre Teresa). Nel suo testo Limonata, confessa di:

ma io vorrei restarti accanto se fossimo bambini
guardare il cielo da fessure come i topi nei tombini
ma tu giri l’insalata e non ce la fai più
stai a dieta da una vita e non ce la fai più
salutami tua mamma che è tornata a Medjugorje
e non mi importa niente di tuo padre,
ascolta De Gregori

Complimenti a lui per aver “rimato” Medjugorje” con De Gregori, ce ne vuole.

Vi avverto, ho tenuto il meglio per ultimo. Vi avviso che dopo la lettura dei seguenti versi potreste accusare gli stessi sintomi della labirintite.
Dente, nella sua Coniugati passeggiare (sto ancora cercando di capire cosa voglia dire), probabilmente dopo un ictus, scrive i seguenti versi:

E c’è un signore pieno di signore, si lava i denti nel bidet.
E c’è una cosa che ci muove,tutto il resto è immobile.
Amica mia, ah mica mia!
Le mie ali bianche per te sono ali bianchi perché… sai che oggi io non volo più

Ricapitolando. Un signore ripieno di signore coltiva uno strano hobby: lavarsi i denti nel bidet (ognuno…). La sua amica considera le sue ali bianche, bianche perché non vola più.

Niente, secondo me bisogna ubriacarsi pesantemente per comprendere.

Non è tutto, però. Tra questi cantanti ce n’è uno che sembra essere campione indiscusso di testi deliranti. Un certo Vasco Brondi (che inizialmente pensavo fosse la parodia di Vasco Rossi).

Da Le Petroliere cito testualmente:

Metti in lavatrice i cieli neri, i foglietti illustrativi di tutti i nostri ieri.

Secondo me, tra 100 anni, troveranno una Stele di Rosetta utile a decifrare questo testo.

Ora, mi si potrà benissimo dire “ma questa è l’arte della musica, che ne vuoi capire tu che ascolti Tiziano Ferro?”. E io rispondo che è vero, ascolto Tiziano Ferro, ma è altrettanto vero che non è difficile scrivere un testo del genere.
Volete una prova? Eccola

Prima devo trovarmi un soprannome….Bruco. Trovato

Bruco- Fazzoletti pendenti

Staccionate ruzzolano sotto fuochi magici

pentole da scrivere dentro minuti fradici
dipingo setole nascenti oltre muri nordici

fazzoletti pendenti in tutti i miei perché

si affogano in una tazza di buon tè.

Ecco, se uno di loro fosse all’ascolto, gli vendo i diritti di questo mio capolavoro.

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Stand-by

Mi sento così,come un qualsiasi apparecchio elettronico lasciato in stand-by, a riposo.
Le giornate passano lentamente tra una trasmissione tv e l’altra, qualche pagina di libro,un telefilm e la ricerca incessante,quasi febbrile di un lavoro. Un’occupazione che mi permetta di uscire di casa e di mettere soldi da parte. Non chiedo tanto, eppure sembra che nella mia città non sia possibile. Non per tutti, almeno.
E’ mai possibile che su tutti i siti di agenzie interinali & co si trovino solo call center, promoter e animatori? E se io non voglio farlo? Se invece volessi fare,che so, la commessa come si fa? Quale porta devo bussare?
Se qualcuno lo sa me lo dica che gli invio il curriculum.

E quindi nulla, sto qui in attesa di qualcosa di nuovo che mi permetta di andarmene da qui.

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Ah, e quelli del “una laurea in lingue? Wow hai tutte le porte aperte”, possono andare a buttarsela nel culo!

Cose di cui davvero non sentivamo l’esigenza: il tormentone estivo 2015

La sentiamo ovunque: in spiaggia, sull’autobus, sul treno, aprendo la finestra di casa al mattino, camminando per strada, dentro al frigo, prendendo una conchiglia random e avvicinandola all’orecchio. Insomma. non sene può più di questa stramaledetta canzone.
Quale? Sto parlando di El perdón di un certo Nicky Jam (CHI???), con un accento sudamericano appena appena fastidioso, ed Enrique Iglesias, che stava a casa a ricamare a punto croce e quindi ha deciso di tornare sulle scene della musica mondiale.Grazie, Enrique, ma non c’era motivo.

Comunque, la canzone è ovviamente oscenamente brutta e mielosina, pieno stile reggaeton, ovvero stile tamarrissmo.
Ora, siccome sono generosa, ho deciso di tradurla nella speranza di farvela cadere dal cuore.
Antefatto.

Come in tutte le canzoni del genere si inizia con il DRAMMAH. Il cantante era fidanzato con una ragazza che, trovandone uno migliore, non ci voleva poi molto, lo scarica e si mette con quell’altro e organizzando il matrimonio tempo zero. Adesso, il cantante la rivuole indietro e ha pensato bene di scriverci su sto capolavorone di canzone. Un messaggio su whatsapp no? tanto come valore “narrativo” stiamo lì.

Dime si es verdad…

Me dijeron que te estas casando

Tú no sabes como estoy sufriendo

Esto te lo tengo que decir

Cuéntame
Tu despedida para mi fue dura
Será que él te llevó a la luna
Y yo no supe hacerlo así

Te estaba buscando
Por las calles gritando
Eso me está matando oh no

Te estaba buscando
Por las calles gritando
Como un loco tomando oh…

Es que yo sin ti
Y tu sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta
Esto no me gusta

Es que yo sin ti
Y tu sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta
Esto no me gusta

Y yo sin ti
No aguanto más
Por eso vengo a decirte lo que siento
Estoy sufriendo en la soledad

Y aunque tu padre no aprobó esta relación
Yo sigo insistiendo a pedir perdón
Lo único que importa está en tu corazón

Te estaba buscando
Por las calles gritando
Esto me esta matando oh no

Te estaba buscando
Por las calles gritando
Como un loco tomando oh…

Es que yo sin ti
Y tu sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta
Esto no me gusta

Es que yo sin ti
Y tu sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta
Esto no me gusta

Yo te juré a ti eterno amor
Y ahora otro te da calor
Cuando en las noches tienes frío oh oh

Yo se que él te parece mejor
Pero yo estoy en tu corazón
Y por eso pido perdón

Es que yo sin ti
Y tu sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta
Esto no me gusta

Es que yo sin ti
Y tu sin mi
Dime quién puede ser feliz
Esto no me gusta oh yeah…

Dicen que uno no sabe lo que tiene
Hasta que lo pierde, pero…
Vale la pena luchar por lo que uno quiere
Y hacer el intento

N.I.C.K
Nicky Jam
Enrique Iglesias
(No quiero que me dejes por favor)
Haciendo historia
Saga White Black
(Y te pido perdón)

Dimmi se è vero….

Mi hanno detto che ti stai sposando
Non sai come sto soffrendo
Devo dirtelo
Raccontami
Il tuo addio è stato duro per me
Sarà che lui ti ha portato sulla luna
e io non ho saputo farlo

Ti stavo cercando
per strada urlando ( STALKER)
questo mi sta uccidendo (MAGARI)

Ti stavo cercando
per strada urlando
Bevendo come un matto (COMPLIMENTI)

E’ che io senza te e tu senza me

Dimmi chi può essere felice

Questo non mi piace

Questo non mi piaceee

E’ che tu senza me e io senza me

Dimmi chi può esser efelice
Questo non mi piace

Questo non mi piaceeee

E io senza te

Non resisto più
Per questo vengo a dirti quello che sento

Sto soffrendo di solitudine (ADDIRITTURA!)

e anche se tuo padre non ha approvato questa relazione ( COS’HAI 15 ANNI???!)
Continuo ad insistere  a chiedere perdono
L’unica cosa importante è nel tuo cuore

Ti stavo cercando
per strada urlando ( STALKER)
questo mi sta uccidendo (MAGARI)

Ti stavo cercando
per strada urlando
Bevendo come un matto (COMPLIMENTI)

E’ che io senza te e tu senza me

Dimmi chi può essere felice

Questo non mi piace

Questo non mi piaceee

E’ che tu senza me e io senza me

Dimmi chi può esser efelice
Questo non mi piace

Questo non mi piaceeee

Ti ho giurato eterno amore

E adesso un altro ti da calore
Quando la notte hai freddo
So che lui ti sembra migliore
Ma io sono nel tuo cuore (AHAHAHAH IMMAGINO)
e per questo chiedo perdono

E’ che tu senza me e io senza me

Dimmi chi può esser efelice
Questo non mi piace

Questo non mi piaceeee

Dicono che uno non sa quello che ha

Fino a che non lo perde yeahhh ( e vai di luogo comune)
Vale la pena lottare per quello che uno vuole
e tentare ( e non ci sono più le mezze stagioni; si stava meglio quando si stava peggio; la vita è una ruota oggi tu domani io; mah, speriamo!)

N.I.CK.

Nicky Jam (CHI??)
Enrique Iglesias
(non voglio che mi lasci per favore)
Facendo storia (AHAHAHAHAHAHHAHAHA COME SCUSA???)

Saga White Black
( e ti chiedo perdono)

Dai, ammettetelo,è fondamentalmente una canzone stupidissima e oggettivamente brutta!!!!

All you need is….

….love

Credo sia l’argomento più inflazionato al mondo. Chiunque ha scritto un pensiero su questo concetto universale, che più universale non si può.

L’altro giorno, in un momento di estrema noia, mi sono imbattuta in una disegnatrice,  una tale Puuuuung (che pare un colpo di tosse), che ha rappresentato ciò che io intendo per amore ( di coppia, ovviamente): la quotidianità.

So che molti scambiano questo concetto con quello di routine, ma io intendo fare insieme tutte quelle piccole cose che ogni giorno facciamo anche da soli: preparare una torta o una nuova ricetta; pranzare insieme; passeggiare; leggere; fare un pisolino; guardare/commentare un film o una serie tv.
Detto così sembrerebbe che il mio ragazzo ed io viviamo in simbiosi, in realtà non è così, ma ci piace tanto vivere questi momenti di  estrema serenità.
Anche  progettare un viaggio, fare programmi (lui, perché io sono più per il prendere una mappa e andare), divertirsi a collezionare foto idiote e buffe, è più bello se lo si fa con la persona che si ama. Almeno, questo è quello che penso io, nonostante io sia gelosissima della mia individualità

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hanno pure il gattino *_*
hanno pure il gattino *_*

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Io le trovo davvero tenerissime!

E tu cosa fai?

Maggio,per noi siciliani,è un mese luttuoso, perché ricordiamo tutte quelle persone che sono cadute per mano del cancro con il quale, ahinoi, conviviamo fin dalla nascita. Non sono morte tutte a maggio,ovvio, si sono susseguite durante un intero ventennio, ma si è scelto il 23 come giorno “simbolo”di tutte le stragi.

Come ogni anno, ognuno di noi si sente in diritto di ricordare e spesso lo si fa condividendo frasi ed immagini su Facebook o vari socialnetwork. Può sembrare una stupidaggine ( e forse lo è), ma oggi più che mai c’è bisogno di ricordare.

Tempo fa mi sono imbattuta in una riflessione. C’era chi diceva, giustamente, sì bello ricordare, ma all’atto pratico, cosa fai per scongiurare la mafia?

Ci ho pensato a lungo, per giorni, e sono giunta alla conclusione che io la mafia la combatto ogni qual volta che nella mia vita non sono scesa a compromessi; ogni qual volta che salgo su un autobus e oblitero il biglietto; ogni volta che metto una cartaccia in tasca e la butto nel primo cestino che trovo; ogni volta che, se mi cade qualche fazzoletto o altro dalla borsa lo raccolgo. Ogni volta che pago le tasse; ogni volta che rispetto pazientemente una fila.
Ogni volta che faccio qualcosa per la quale possa ancora guardarmi allo specchio.

Un porto sicuro

Julio ha due anni, quasi tre, ha due occhioni verdi curiosi, un bel nasino e due orecchie ben dritte e sempre attente. Porta il nome di uno dei miei scrittori preferiti, ha un pancino caldissimo tutto da coccolare e un manto arancio che sotto i raggi del sole sembra brillare

Julio è diffidente, e anche molto. Ha impiegato più di un anno per fidarsi di me, per comprendere che l’avrei protetto e accudito e adesso è il re del terrazzo. Passa molto tempo nella sua casina e, da buon rappresentante di categoria, mangia e dorme, tranne nei momenti in cui deve giocare con la sua sorellina.

Julio non salta mai in braccio e se lo prendo resiste solo il tempo di una foto, ma ha un modo tutto suo per dimostrare affetto: mi sta appiccicato mentre sono fuori a leggere, e soprattutto, si distende sulle mie ciabatte.
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Questa ciabatta è comodissima. La voglio!

Ne è proprio innamorato, passerebbe ore in quella posizione!
Julio si lascia accarezzare e coccolare solo da me. Me e basta. Se sono seduta, mi basta guardare sotto la mia sedia per sapere dov’è.
Molte persone sostengono che i gatti siano interessati, che in realtà non si affezionino al loro umano. Tutte fandonie. I gatti sono capaci di grande affetto, ma non ci percepiscono come “padroni”; noi siamo loro pari e se li amiamo loro ci amano.

Il loro amore è prezioso, e sanno bene che non possono mica sprecarlo. Io sono come Julio, sono un gatto.

Tutto quello che queste piccole divinità cercano non è altro che una ciabatta su cui sdraiarsi, il loro porto sicuro.

Certo, poi accade anche che se ne impossessi
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Adesso è mia!

Lo vedete quanto è ciccionissimo? Lo amo!

It’s not easy to be me

* Chiedo scusa ai Five For Fighting*

Non sono una persona “facile” e con “facile” intendo gestibile. A 28 anni, sono giunta a questa conclusione.

Non è facile essermi amico, o meglio, riuscire ad esserlo perché, da brava appartenente al regno animale, pure io ho il mio meccanismo di difesa: un bel muro alto e spesso che alzo quando incontro gente nuova. E sta a loro oltrepassarlo, altrimenti amen e ciao. E giuro che ci provo a non issarlo, a non risultare antipatica, ma niente, è più forte di me. Perché io sono diffidente per natura e sono per la filosofia pochi, ma buoni e infatti ho amicizie che durano da anni e anni. E sono tutte persone che sono riuscite ad andare al di là del mio sguardo severo, delle mie poche parole, del mio spiccato cinismo.
Per dire, non mi vedrete mai salutarvi calorosamente (salvo rari casi) o scrivervi 24h su 24 o dirvi “ti voglio bene” (solo casi estremi, mica lo puoi dire tutti i giorni), ma se sei in difficoltà, sono pronta ad aiutarti, darti una mano ed essere utile: questo è il mio modo di dimostrare affetto.

Non sono una figlia gestibile perché rispondo sempre in modo sarcastico e capisco che, a volte, per i miei genitori dev’essere difficile. Sono gelosa dei miei spazi e arrivano momenti della giornata in cui preferisco stare con il naso ficcato dentro  a un libro e preferibilmente in silenzio. Lo vedete che non sono una persona gestibile?

Non sono una fidanzata ideale. Non sono sdolcinata, mielosa e eccessivamente coccolosa. Cioè sì, mi puoi coccolare, ma finché non lo dico io e se sto male o sono giù voglio solo essere abbracciata in silenzio. Sì, il mio fidanzato ha molta pazienza. Però sono dolcina, a mio modo, lo giuro.

Ci sto lavorando su però non so, a me la gente sempre allegrona, sorridente, tutta iperattiva mi sembra sempre eccessivamente falsa.

E niente, questo èil mio primo post/confessione del 2015.

Quindi buh, se mi incontrate per la prima volta e vi sembro antipatica/scazzata/snob, sappiate che non è quella la vera me, ok? io sono simpatica, buona e generosa.